Tutto è pronto per ripartire con “Danza & Professione”, progetto didattico e professionale ideato e diretto da Sergio Ariota e giunto alla sesta edizione. E’ passato tanto tempo dalla prima rappresentazione al Teatro PalaPartenope di Napoli quando il 24 novembre 2013 i baldi giovani di quel progetto accompagnarono la coppia ospite Tatiana e Vaslav Menlik sugli spartiti di Piotr Ilich Ciaikovskij e le mirabili coreografie de “Lo Schiaccianoci” e “Il Lago dei cigni”. Da allora si sono susseguiti titoli, date, interpreti ed emozioni irripetibili per gli adolescenti selezionati a coprire le fila del corpo di ballo e dei ruoli solistici al fianco dei più grandi nomi del panorama internazionale di danza e balletto.

VirnaToppi e Nicola Del FreoIl 27 ed il 28 gennaio il sogno può continuare. Nel centro di Sergio Ariota, in Via Brodolini a Casoria, Maria Grazia Garofoli presiederà la commissione per la scelta del nuovissimo cast in vista del “Romeo e Giulietta”, griffato proprio dall’ex direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Arena di Verona. Un titolo non scandito dalle tradizionali note di Sergeij Prokofiev bensì dalla partitura di Piotr Ilich Ciaikovskij arrangiata ad hoc da Marco Schiavoni. Un programma raffinatissimo, dunque, con il volto e le punte di Virna Toppi e Nicola Del Freo ad accompagnare i cinquanta elementi che arricchiranno con il loro entusiasmo l’allestimento che ha debuttato l’8 maggio 2016 al Teatro Municipale di Piacenza dove, peraltro, moltissimi ragazze e ragazzi di “Danza & Professione” furono scritturati per entrare nel cartellone del teatro piacentino con il titolo shakespeariano.

Quest’anno teniamo le audizioni il 27 ed il 28 gennaio per partire subito forte – spiega Sergio Ariota – per poi cominciare a montare “Romeo e Giulietta” nei week end di maggio e luglio in vista del debutto del 21 luglio nella meravigliosa location di Tivoli. E poi tutte le altre date che stiamo studiando per dare continuità al meticoloso lavoro di Maria Grazia Garofoli, la nostra madrina e musa ispiratrice dall’ottobre 2015. Affiancata anche da Antonio Desiderio che collabora fattivamente con “Danza & Professione” e come lui stesso ha voluto ricordare: il progetto si prefigge il raggiungimento di unire il mondo dello studio della danza al mondo professionale – chiarisce Antonio Desiderio – Gli allievi selezionati hanno l’opportunità, unica nel suo genere, di rapportarsi con un lavoro coreografico professionale ed essere uniti in un contesto di nomi di professionisti dal quale poter accrescere il proprio bagaglio professionale e personale. Il progetto, rispetto alle scorse edizioni, potrebbe essere (in corso di definizione) da questa edizione sotto l’egida dell’UNESCO tramite il CID, Consiglio Internazionale della Danza.

Egida meritatissima per il passato e per le collaborazioni internazionali già maturate negli anni. A cominciare dalla ricordata prima rappresentazione “Serata di Balletto” del 2013 e passando per le successive con i titoli di “Giselle”, “Don Chisciotte”, “La Bayadere”, “Le Corsaire” e nelle suite de “Lo Schiaccianoci” ed “Il Lago dei cigni” rappresentati nelle location più prestigiose. E con i volti noti dell’etoile dell’American Ballet Theatre Daniil Simkin, delle prime ballerine del Teatro dell’Opera di Vienna Liudmilla Konovalova ed Ekaterina Kukhar dell’Opera di Kiev al fianco di Olexander Stoyonov ed Ekaterina Onelik, delle coppie Tatiana e Vaslav Menlik e di Arianne Lafita e Vittorio Galloro fino alla prossima rappresentazione nelle mani e sulle punte di Virna Toppi e Nicola Del Freo, freschi vincitori del Positano Premia la Danza “Léonide Massine”.

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E dopo il Teatro Mediterraneo di Napoli, la Valle dei Templi di Paestum, il Teatro Greco di Palazzolo, il Giardino della Filarmonica di Roma non ci resta che aspettare il nuovo “Romeo e Giulietta” a Tivoli, ennesimo tassello del mosaico di bellezza coreutica ideato e diretto da Sergio Ariota ma raccontato così dalla stessa Maria Grazia Garofoli: La bellezza salverà il mondo o la danza ? Alcune volte quando si affida ad un coreografo il compito di un nuovo lavoro, si sottintende senza saperlo un qualcosa di questo tipo : prendi la musica e lavora! Ma a forza di lavorare, l’originale grido spontaneo potrebbe non far rinascere in noi la musica stessa; accade allora che le vecchie coreografie ma anche tutto ciò che aveva contribuito allo svilupparsi delle stesse, ha in qualche modo oscurato la luce dell’immediatezza originale. Nella mia visione coreografica è Shakespeare stesso che vuole narrare le sue storie, ma ispirate dagli stessi interpreti che gli consegnano la loro gioia, i loro amori, la loro anima. E tutta la narrazione sfuma nell’intensità delle emozioni e nella profondità della passione.

Massimiliano Craus