Si chiude la quarta edizione del San Carlo Opera Festival con il ritorno di Lorca Massine e del suo “Zorba il Greco”. Proprio nella settimana del “Positano Premia la Danza – Léonide Massine” si registra la ripresa del titolo più significativo di Lorca Massine, figlio di Lèonide così caro soprattutto in regione per i suoi trascorsi sull’isolotto de Lì Galli e di Positano. Un connubio davvero prezioso da queste parti e la presenza del figlio d’arte Lorca non poteva che ricondurre alla mente i ricordi dei fasti di un tempo. E così tra un premiato all’altro della Spiaggia Grande di Positano, eccoci al San Carlo con i giovani di Giuseppe Picone, il direttore della Compagnia di Balletto chiamato a chiudere il San Carlo Opera Festival e riprendere, nell’arco di una sola settimana, la sua “Cenerentola” in anteprima sull’autunno del Massimo partenopeo.

ZORBA IL GRECO_ph_francesco squeglia_5868E così a distanza di soli tre anni ecco tornare Zorba e le sue avventure elleniche. “Zorba il Greco”, balletto corale in due atti e ventidue quadri, creato nel 1988 per il Teatro dell’Arena di Verona, ebbe come suo primo interprete il grande ballerino russo Vladimir Vassiliev, tra l’altro premiato alla carriera lo scorso anno proprio a Positano. Ispirato al celebre romanzo di Nikos Kazantzakis, da cui fu tratto anche l’omonimo film con Anthony Quinn e Irene Papas, Zorba è una storia di libertà e di fratellanza ambientata in un villaggio della Grecia. Entusiasmo, libertà e amore per la vita emergono dall’intreccio tra la coreografia di Massine e la musica di Mikīs Theodōrakīs, che richiama la tradizione popolare in un continuo crescendo emotivo fino al celebre momento del sirtaki finale.

Le vicende miste di Grecia e Napoli sanno tanto di Mediterraneo coreutico, proprio come hanno fortemente voluto Giuseppe Picone e Lorca Massine. Del resto non è un caso che il direttore sancarliano stia lanciando oltremodo i suoi giovani talenti ed un titolo così coinvolgente non potrà che giovare all’ambizioso progetto sottoscritto dallo stesso coreografo, “Il mio Zorba – racconta proprio Lorca Massine – è l’eroe di un popolo d’avanguardia. Il suo antenato potrebbe essere Dioniso. La sua suprema affermazione del “sì alla vita”, con tutto il piacere e la sofferenza che essa contiene, gli ordina di danzare, superando le pagine del dramma con la filosofia del movimento. L’ispirazione per questa coreografia, che riporto al San Carlo dopo il successo del 2014, mi è venuta durante i numerosi soggiorni in Grecia. Lì ho capito che per un greco la danza non è mai un semplice fatto spettacolare. Quando un greco danza, lo fa principalmente per sé stesso. Tornare a rappresentare Zorba a Napoli ha per me un doppio significato, non solo perché la vitalità della città rispecchia quella del mio balletto, ma anche per i ricordi personali che mi legano a questo luogo, che ha per me un significato speciale”.

ZORBA IL GRECO_ph_francesco squeglia_5510Non ci resta che attendere il travolgente sirtaki di Zorba, dunque. E mai come in questi tempi ci pare d’attualità il tema dell’immigrazione presente già venticinque anni fa nella coreografia di Massine, con l’immigrato macedone Zorba protagonista al fianco del turista americano John contro l’animosità dei giovani ellenici. I temi della libertà, dell’ebbrezza e della morte prestano dunque il fianco al travolgente sirtaki in onore della danza salvifica a tutti i costi, con un incontro tra le civiltà del sanguigno, libertario ed appassionato Zorba in soccorso dell’intellettuale ma sprovveduto americano John. L’avvicendamento dei due cast nelle sei rappresentazioni di questi giorni è la volata che il direttore Picone voleva per il suo ensemble in vista del prossimo appuntamento con la ripresa “Cenerentola”, prevista nella sola data di lunedì 18 settembre sempre al Teatro di San Carlo.

Massimiliano Craus