Tragedia. Parola tanto arcaica quanto quotidiana che ancora oggi dà vita a ipotesi e teorie sul significato, antico e moderno. E che ancora tratteggia, dimostra e spiega i nostri ardui percorsi di vita e consapevolezza.

A interrogarsi sul senso ultimo della tragedia è l’attore e regista napoletano Antonio Latella con il progetto «Santa Estasi».
Otto spettacoli, otto azioni teatrali legate alla stirpe degli Atridi, otto episodi di un’unica storia di eroi. Un viaggio alle origini del teatro compiuto con gli attori della scuola di alta formazione di Fondazione Emilia Romagna Teatro (Alessandro Bay Rossi, Barbara Chichiarelli, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Mariasilvia Greco, Christian La Rosa, Leonardo Lidi, Alexis Aliosha Massine, Barbara Mattavelli, Gianpaolo Pasqualino, Federica Rosellini, Andrea Sorrentino, Emanuele Turetta, Isacco Venturini, Ilaria Matilde Vigna, Giuliana Vigogna) e con sette giovani drammaturghi (Riccardo Baudinio, Marina Folena, Matteo Luoni, Camilla Mattiuzzo, Francesca Merli, Silvia Rigon e Pablo Solari).
In scena fino al 10 giugno al Teatro delle Passioni di Modena.

Il lavoro della scuola ha avuto una prima fase, svoltasi alla Corte Ospitale di Rubiera, incentrata sulla pedagogia e lo studio delle tragedie, parallelamente alla stesura degli otto testi in cui si è scelto di declinare il mito e le vicende della stirpe degli Atridi. Dopo un paio di mesi in cui gli attori sono stati invitati a tenere un diario relativo al lavoro, la seconda fase del progetto si è concentrata sullo studio dei testi prodotti e sulla preparazione degli spettacoli, per creare un unico grande spettacolo diviso in otto movimenti, il grande universo del linguaggio tragico.

Dunque, come essere tragedia attraverso l’uso della parola? E chi è l’eroe? Che spazio abita e che tempo? Domande a cui si è cercato di dare risposta sotto la guida di Latella: «L’attore-eroe si fa attraversare dalla tragedia – dichiara il regista – con pura essenza e con puro stare. L’esplorazione del limite, quel “passo sospeso della cicogna” che una volta fatto conduce l’eroe in un “altrove” o alla morte, racchiude il senso tragico dell’andare incontro al proprio destino. La ricostruzione di una concatenazione di eventi che hanno origine nell’antico peccato di hybris di Tantalo, e si tramandano di padre in figlio, spingendo nel tempo una maledizione che slabbra via via la pelle e contamina il sangue generazione dopo generazione, porterà all’elaborazione di un unico grande testo. In questo grande lavoro si scrive con le parole, ma anche con le attese, con il lavoro sul corpo. Si scrive con il coro e con l’attraversamento attuato e partecipato del mito. Si scrive con le spade e si parla con i volti.». L’estasi è proprio l’ attraversamento, nel tentativo di raggiungere la verità della parola.

Ifigenia in Aulide da Tieste di Seneca e Ifigenia in Aulide di Euripide
adattamento Francesca Merli
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Francesca Merli

Elena da Le Troiane e Elena di Euripide
adattamento Camilla Matiuzzo

tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Camilla Mattiuzzo

Agamennone da Eschilo
adattamento Riccardo Baudino
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Riccardo Baudino

Elettra da Euripide
adattamento Matteo Luoni
tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Matteo Luoni

Oreste da Euripide
adattamento Pablo Solari
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Pablo Solari

Eumenidi da Eschilo
adattamento Martina Folena
tutor Antonio Latella e Linda Dalisi
assistente alla regia Martina Folena

Ifigenia in Tauride da Euripide
adattamento Silvia Rigon
tutor Antonio Latella e Federico Bellini
assistente alla regia Silvia Rigon

Crisotemi di Linda Dalisi
assistente alla regia Linda Dalisi

Anna Marchitelli