Sono passati pochi giorni dalla prima coreutica di questa sessantacinquesima edizione del Ravello Festival, con la prima mondiale di “The Wall” commissionata all’ex ballerina punk Karole Armitage di qualche serata fa. Ed ora il palcoscenico più mozzafiato del mondo riaccende i propri riflettori su Marie Chouinard, nuova direttrice della Biennale danza di Venezia ma soprattutto coreografa di fama mondiale. Già premiata quale migliore autrice del 2016 alla scorsa edizione del “Positano Premia la Danza”, personalmente dalla direttrice artistica Laura Valente, ecco la canadese tornare in Costiera con l’invito specifico di riportare in bella mostra il suo “Le sacre du printemps” e, soprattutto, aderire al progetto di formazione “Abballamm’!” con la ripresa de “Les 24 Préludes de Chopin” per diciotto giovani danzatori campani, scelti dopo regolari audizioni alle quali si erano presentati in ben centoventi candidati.

 
Sono felice di questa collaborazione e di aver firmato una residenza con la mia compagnia. Questi sono i valori aggiunti di un festival. Ecco le prime e più significative parole di Marie Chouinard, coreografa giramondo con la propria omonima compagnia, con l’idea fissa delle regole primarie dell’universo, come la sua stella italiana dell’ensemble Valeria Galluccio ha voluto raccontarci: Marie è una donna incredibile. Cerca nel suo corpo di ballo fisicità differenti per poter esprimere l’animo umano in tutte le sue sfaccettature. E così è stato per il suo “Sacre” che ha immaginato ben diverso dal sacrificio di una vergine. Il suo “Sacre” è invece un inno alla forza prorompente della natura e della sessualità, con un’inevitabile spinta in avanti. Non è proprio un “Sacre” come tutti gli altri, in verità, poiché gli assoli diventano qui un crescendo coreografico rispetto alle consuete danze corali delle altre versioni più o meno contemporanee.

Marie ChouinardMa Ravello non ha portato in dote solo il titolo di Igor Stravinskij del 1913. Anzi, come nel canovaccio fortemente voluto, ideato e diretto da Laura Valente, ecco spuntare la formazione, quella destinata ai diciotto fortunati danzatori campani scelti per lavorare al fianco di Isabelle Poirier, assistente di Marie Chouinard e musa ispiratrice dei talenti del futuro. E se Ravello è in questi giorni un ponte immaginifico tra l’America e l’Europa, ecco che il Belvedere di Villa Rufolo diventa anche un ponte ben più concreto dalla fresca giovinezza del gruppo di “Abballamm’!” al professionismo internazionale con i titoli e la compagine di Marie Chouinard. I miracoli della danza, si direbbe. Ebbene si, soprattutto se si pensa a Valeria Galluccio, splendida incarnazione del talento made in Naples esportato con successo nel mondo della danza che conta.

AbballammEd il responsabile del progetto di formazione “Abballamm’!” Gennaro Cimmino ci chiarisce ulteriormente la genesi e la scena de “”Les 24 Préludes de Chopin”, opera viennese di parecchi anni fa donata al pubblico ed ai giovani talenti provenienti da ogni angolo della regione Campania. Come lo stesso Cimmino ricorda, i professionisti della nostra regione hanno potuto lavorare in una residenza di ben tre settimana con Isabelle Poirier, assistente della Chouinard. Hanno potuto lavorare a braccetto con la coreografia internazionale, quella che ti costringe a lavorare anche otto ore al giorno su brani necessari al componimento dei quarantacinque minuti dello spettacolo. E’ stato incredibile vederli crescere a dismisura, sorprendendo la stessa Poirier e la coordinatrice del progetto Susanna Sastro. Tutti i ballerini hanno dovuto lavorare ed insistere oltremodo con movimenti assolutamente innaturali delle schiene, delle gambe e finanche delle dita. Hanno capito l’importanza del volto e di tutti i particolari così cari alla coreografa.

Massimiliano Craus