Tradizione e modernità, moda (e dunque business) e cultura, Occidente e Oriente non rappresentano più contrasti da conciliare, piuttosto diventano elementi di una stessa visione del mondo che s’intrecciano in modo naturale. E’ il «Prada Rong Zai», storica residenza nel quartiere centrale di Shanghai ripensata come spazio flessibile per attività culturali, è la sintesi perfetta di questo rinnovato modo di stare nel mondo, di fare cultura e arte, ma anche di far girare l’economia mondiale. Ed è proprio in quel benedetto e maledetto – a seconda dei casi e dei punti di vista – paese che si chiama Cina che è stato realizzato tutto questo.

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Progettata in origine per la famiglia dell’illustre Yung Tsoong-King , «Rong Zai»  è una delle più belle ville di Shanghai con un giardino in stile occidentale. Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, che nutrono un vero amore per il patrimonio culturale cinese, visto anche il loro coinvolgimento in progetti a favore della città di Shanghai, nel 2011 hanno avviato il restauro di questa incantevole abitazione che ospiterà le molteplici attività del Gruppo Prada.

Prada Rong Zhai OpeningIl restauro di Rong Zhai fonde e sintetizza le capacità sviluppate da Prada nel campo del restauro di edifici storici con la sua fede incrollabile nel valore della tradizione artigianale e con una fattiva collaborazione tra architetti occidentali, studiosi e artigiani cinesi. Il risultato è una vera e propria sintesi culturale internazionale: un dialogo tra Milano e Shanghai che rende onore alla famiglia che ha originalmente commissionato questa storica residenza, agli architetti e artisti cinesi che l’hanno realizzata, e ai team di artigiani cinesi e italiani che le hanno restituito il suo legittimo splendore.

D’altronde Prada ha sempre tratto ispirazione dall’architettura: «Lo studio delle implicazioni pratiche, commerciali e storiche degli edifici – ha dichiarato Miuccia Prada – ha sempre rivestito un ruolo essenziale nello sviluppo dell’attività di Prada, attraverso un profondo impegno per progetti di sperimentazione architettonica contemporanea e di rigorosa conservazione storica. In particolare, la Cina ha sempre occupato un posto di rilievo nell’immaginario di Prada. Con l’espansione delle svariate attività culturali attraverso l’azienda e la Fondazione Prada, abbiamo ricercato opportunità di ampliare le nostre esplorazioni in campo architettonico e in altri ambiti artistici in Cina. È stato questo imperativo che ci ha portato a Rong Zhai, residenza storica capace di manifestare adeguatamente il nostro impegno costante per la cultura cinese e per il dialogo sino-europeo».

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L’intervento di restauro ha riparato i danni e recuperato l’aspetto storico degli interni e dell’esterno dell’edificio, provvedendo anche alle necessarie opere di rafforzamento strutturale e attualizzazione funzionale. Un team di artigiani italiani specializzati selezionati con cura è stato incaricato della conservazione dei molti elementi ornamentali e strutturali, tra cui stucchi, boiserie, vetro piombato e molteplici tipologie di piastrelle decorative. Nei limiti del possibile, le tecniche di fabbricazione e di installazione hanno ripreso i metodi e i materiali tradizionali utilizzati dagli artigiani che costruirono originariamente Rong Zhai oltre un secolo fa. Dichiarata patrimonio culturale del distretto di Jing’an nel 2004 ed entrata nell’e­lenco degli edifici storici più interessanti di Shanghai nel 2005, Prada Rong Zhai è ora aperta al pubblico, e lo sarà fino a metà novembre, grazie a uno scrupoloso restauro basato sulla massima cura per i dettagli, sulla maestria artigianale e sulla rilevanza intramontabile dell’architettura storica. La mostra attualmente in esposizione presenta il lavoro di restauro della villa, oltre a precedenti esplorazioni architettoniche di Prada, quali il restauro delle Galleria Vittorio Emanuele II a Milano e di Ca’ Corner della Regina a Venezia, con la supervisione dell’architetto Roberto Baciocchi, e gli Epicentri di New York, Los Angeles e Tokyo, progettati rispettivamente da OMA e Herzog & de Meuron.

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Anna Marchitelli