Tra le tante stelle premiate sulla Spiaggia Grande di Positano ecco la napoletana Valeria Galluccio.

Valeria GalluccioRaccontiamo di un’artista molto cara a Marie Chouinard, coreografa di richiamo internazionale ed attuale direttrice della Biennale Danza di Venezia. Premiata in tutto il mondo, la canadese ha scelto da tempo la giovane ballerina napoletana Valeria Galluccio nel suo ensemble che l’ha lanciata, a sua volta, sul tetto del mondo con il recente Positano Premioìa la Danza. Nata a Napoli nel 1986, Valeria Galluccio ha intrapreso gli studi in danza classica e moderna sotto la direzione artistica di Annalisa Cernese. Durante il suo percorso formativo ha preso parte all’Arsenale della Danza, programma di formazione in danza contemporanea creato da Ismael Ivo nell’ambito della Biennale Danza di Venezia. Corsi e ricorsi storici, dunque. E così nel 2008 ha inizio la sua carriera professionale debuttando come solista nella coreografia “Glass Room” di Eleonora Folegnani, progetto sponsorizzato dalla Biennale Danza di Venezia. Per i successivi tre anni ha ricoperto il ruolo di interprete principale proprio nelle opere di Ismael Ivo. Nel 2011 è entrata a far parte della Compagnia di Marie Chouinard di cui è ancora oggi interprete ed insegnante del repertorio a Montreal ed all’estero. In particolare Valeria Galluccio ha collaborato con Marie Chouinard nelle creazioni “Gymnopédie” del 2013,”Soft Virtuosity, Still Humid on the Edge” del 2015, “Jérôme Bosch: Les jardins des délices” dell’anno successivo ed in “Conférence dansée #2” di quest’anno. Nel 2015 ha ricevuto il premio “Danza&Danza” quale interprete italiana all’estero ma soprattutto nello scorso settembre ha ricevuto il riconoscimento Positano Premia la Danza – “Léonide Massine” quale danzatrice dell’anno sulla scena internazionale.

Valeria GalluccioOccasione mondana che l’ha spinta fin oltre i confine nazionali della fama e dei riconoscimenti. Il premio diretto da due anni da Laura Valente, non a caso, è entrato di diritto nel novero dei maggiori premi al mondo, coordinato finanche dal direttore di “Ballet2000” Alfio Agostini che ha raccontato di un anno di duro lavoro tra i membri della commissione di questa quarantacinquesima edizione. E Valeria Galluccio è stata una delle protagoniste più ammirate sulla Spiaggia Grande lo scorso 9 settembre. Spiaggia dove peraltro abbiamo incontrato la sua maestra di danza napoletana Annalisa Cernese, orgogliosa insegnante che la ballerina non ha mai dimenticato e che, soprattutto, non ha mai smesso di ringraziare pubblicamente per la dedizione che le ha dedicato durante la sua fanciullezza e fino al professionismo. Proprio come del resto trapela dalle parole di una emozionata maestra, seduta in platea ad applaudire il proprio talento volato via qualche anno fa.

Ciò che mi ha sempre affascinata di Valeria sin dalla sua tenera età – ci racconta Annalisa Cernese – ha iniziato con me lo studio della danza a cinque anni) é stata la cosiddetta coincidenza degli opposti che è in lei. Una mia correzione la faceva piangere per ore ma era capace di fare la sua lezione con un febbrone da cavallo, senza mai lamentarsi. Forte come una roccia, fragile come un uccellino, divertente e solare ma al contempo capace di provare sentimenti di profonda tristezza. Disordinatissima e ritardataria nella vita, ordinata e puntualissima  fino alla fobia nella danza. Una maniaca della perfezione in sala e un’arruffona nella vita. Averla vista danzare a Positano in occasione del premio é stata un’emozione che porterò per sempre nel mio cuore, da togliermi il fiato. Quando mi ha telefonato dal Canada per comunicarmi la splendida notizia che le era stato assegnato il premio mi ha detto le seguenti parole: <maestra, giurami che pensi che me lo merito>  Ecco questa é Valeria!” Testimonianza fedelissima di quanto apprezzato in sala e dietro le quinte positanesi di un evento nell’evento, con Valeria Galluccio  tra le poche interpreti italiane di questa edizione del premio più antico d’Italia.

Galluccio ValeriaE lei se l’è cavata benissimo, con l’energica interpretazione di “Solo en silence” tratto da “Le cri du monde” della sua incredibile musa ispiratrice Marie Chouinard, con lo spartito di Louis Dufort. Seduti in platea, noi stessi abbiamo ascoltato i commenti entusiastici del pubblico più o meno competente, sia per il carisma irrefrenabile dell’artista partenopea che per l’esecuzione personalissima di una coreografia che, evidentemente, appartiene al sodalizio tra la coreografa e la sua ballerina. Fino ai saluti di gruppo, quelli che hanno reso ancor più evidenti le differenze fisiche tra  i tanti premiati e che hanno prestato il fianco al successo personale di una nuova stella italiana andata a cercare e trovar fortuna all’estero. Da questa spiaggia, probabilmente, ci si ricorderà anche al di qua delle Alpi della nostra Valeria Galluccio, un animale da palcoscenico di primissima razza.

Massimiliano Craus