Fino al 14 novembre la Galleria Serio ospita la mostra a sei mani “Identification”: Massimo Campagna, Alessandro Papari e Lucio DDT Art vi aspettano!

identificationLa napoletana Galleria Serio in Via Oberdan, in pieno centro storico, ospita tre artisti nel solco della tradizione propria e cittadina in un excursus di confronto e ricerca. Proprio come nelle corde delle tre firme in bella mostra dallo scorso 24 ottobre e fino al prossimo 14 novembre. Il titolo della collettiva “Identification” descrive benissimo il triplice sforzo di operare nell’ambito della ricerca e della sperimentazione sulla figura umana, scandagliando attraverso tecniche e concetti diversi sia l’aspetto tecnico  che quello intellettivo. E così la mostra si presenta quanto mai eterogenea attraverso la pittura di Alessandro Papari, la fotografia di Massimo Campagna ed il disegno di Lucio DDT Art.

Come saggiamente scrive e ricorda Gianni Nappa, in galleria non si assiste ad un confronto tra i tre protagonisti, bensì ad uno spazio della memoria genetica attraverso le generazioni per Massimo Campagna; all’inevitabile mutazione genetica che la società moderna ha lasciato alle future generazioni post nucleari, secondo la figura di Lucio DDT Art; ed alla forza espressiva codificata in spinte cromatiche di una pittura in divenire che tra sintesi oggettuale e cromie informali, offrono lo spaccato della ricerca di Alessandro Papari. Tuttavia il lavoro di questa mostra è solo una sorta di anteprima di una collettiva ben più complessa prevista nel 2018 al Pan di Napoli per cui i tre artisti e le rispettive opere sono oggi la sintesi di un progetto organico in divenire più profondo che qui offre tre punti di vista sull’identificazione. Come del resto lo stesso critico Gianni Nappa ha sottolineato, Napoli e l’arte contemporanea non possono essere succubi di una scelta superiore istituzionale e di caste e, con il mio lavoro, cerco di portare alla luce artisti emergenti di valore ed artisti ancora non conosciuti cercando anche di rilanciare l’arte dell’area mediterranea. Mostre e curatele come la critica poetica sono il mio contributo alla mia città, e dunque anche attraverso l’identificazione di questi giorni.

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A cominciare dall’opera di Massimo Campagna, ovvero un ritratto di tre generazioni della sua famiglia, partendo dal padre e arrivando a suo figlio e dimostra come la genealogia o pedigree di un individuo è la sequenza degli individui che hanno in comune con esso una parte del loro patrimonio genetico perché ne sono gli ascendenti, i collaterali o i discendenti, e operando con la fotografia pone in linea concettuale non solo, l’aspetto somatico, ma ne propone una anche più profonda e legata alla capacità di trasmettere un codice di comportamento; l’artista con la sua scelta negli anni di immagini fotografiche dove intervenire con la manipolazione in tecniche miste, qui vira su un concreto asse genetico di cui è parte centrale, partendo dalla foto del padre giovane e terminando con suo figlio giovane.

identificationLucio DDT Art porta invece avanti la sua tematica legata al post nucleare, che da anni lo segnala nel panorama contemporaneo italiano, ed anche nella sua opera l’identificazione di un entità umana oramai aliena, pone l’uomo di fronte ai suoi guasti, alle sue brame di industrializzazione e distruzione; una denuncia che da venti anni Lucio porta avanti come linguaggio personale e riconoscibile, ma sempre come atto di speranza, che redima un’umanità persa nel consumo della terra e del futuro. A partire dal velenoso DDT a cui ha voluto fare espressamente riferimento l’artista napoletano, con l’intento di denunciare e cercare la soluzione. Non più il colpevole.

Alessandro Papari è uno dei pochi pittori che nell’arco della sua carriera artistica ha sempre colto i termini di una dedizione totale al fare e alla“visione” di un mondo emarginato, spesso per scelta; e l’artista con una pittura solida e di contenuto tecnico elevato, ne esalta l’espressione che nell’opera presente in mostra raffigura una “sciamana” che si correda di slanci cromatici in contrapposizione tra gesto e resa reale. Un pittore cerca sempre la ragione del proprio fare ed Alessandro Papari la trova nella sua capacità di emozionarsi ancora nel dipingere e nel trasferire ai suoi allievi non solo la base tecnica, ma anche il “mestiere” di sapersi ritagliare una identità riconoscibile, che nel suo caso lo ha visto parte di scelte curatoriali e di aziende di spessore nazionale che lo hanno inserito nei cataloghi dei migliori artisti emergenti italiani.

Massimiliano Craus