La Moda al MoMa per la prima volta. Anzi la seconda, dopo settantatré anni. Il Museum of Modern Art di New York per la prima volta in quasi un secolo ospita una mostra dedicata al mondo del fashion, tornando a riflettere sul valore simbolico della moda e su come abbia influenzato la storia della società contemporanea. L’esposizione – “Items: Is Fashion Modern?” visitabile fino al 28 gennaio – conta 111 pezzi iconici del guardaroba del ventesimo e del ventunesimo secolo declinati in oltre trecentocinquanta capi e accessori di diversi brand e altrettanto differenti epoche: dai Levi’s 501 all’intramontabile t-shirt bianca, passando per il Little Black Dress reso celebre da Coco Chanel e la borsa Birkin di Hermès, e ancora le sneakers storiche come le Air Force della Nike e le All Stars fino alle cravatte di Marinella e il reggiseno Wonderbra.

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«La moda è una potentissima forma di espressione creativa e personale che può essere approcciata da diverse angolazioni – ha spiegato Paola Antonelli, architetta e designer italiana oggi Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MoMA e Direttrice dell’area Ricerca e Sviluppo – ed è senza dubbio anche una forma di design con la sua identità più forte imprigionata nelle negoziazioni tra forma e funzione, significati e obiettivi, tecnologie automatizzate e artigianalità, standardizzazione e personalizzazione, universalità ed espressione del singolo. Come design la moda esiste al servizio degli altri».

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Un vero e proprio viaggio che passerà alla storia per l’audacia della proposta nel tempio dell’arte e che non a caso porta con sé un numero magico: 111 sono infatti gli indumenti iconici, epocali ed eterni in esposizione. A noi, dunque, non resta altro che ricomporre il filo dei simboli e scoprire che la moda ha un peso (e potere) che va oltre ogni immaginazione.

Anna Marchitelli