alexander-yakovlevL’estate è già nel bel mezzo della calura, proprio come l’estate della danza italiana fitta di appuntamenti in lungo ed in largo per la penisola ma con programmi non sempre rispondenti alle esigenze del pubblico. Eh sì, proprio il pubblico. Sempre meno numeroso ed al contempo più competente (scusateci l’irriverente gioco di parole), che non sta più a scaldar le poltrone così tanto per esserci ma per imparare ad essere un pubblico appassionato, critico e rispettato.
E stando a spulciar le programmazioni di questa estate, pare proprio che gli organizzatori pecchino nella giusta considerazione di questo nuovo pubblico che approccia alla danza. Vivaddio, diremmo. Soprattutto perché la danza potrà accampare ancora nei nostri lidi proprio fin quando ci sarà un pubblico capace di scegliere e, di contro, saprà “educare” i sapientoni di Tersicore a metter su festival e kermesse all’altezza della situazione.

Ma ora scendiamo nei dettagli di titoli, nomi, cognomi e programmi proposti qua e là per il Belpaese. Cominciando dal già concluso Napoli Teatro Festival di cui si è già scritto e detto tutto ancor prima che cominciasse. La direzione artistica di Franco Dragone è stata contestata sin da subito, soprattutto per la scarsa vena coreutica impressa al mese di rappresentazioni. La fisionomia regionale del festival sarebbe stata una bellissima idea se fosse stata altresì connotata di temi e contenuti davvero conformi ad obiettivi e finalità. Stesso discorso per la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma in quel di Caracalla, con una Serata Nureyev ed il collaudato gala Roberto Bolle & Friends di questo luglio, capace più di far cassa che altro. A differenza della più spregiudicata offerta del Roma Europa Festival che, in settembre, proporrà un Dido & Aeneas di Sasha Waltz, antipasto di Hofesh Shechter con Barbarians, la L-E-V Dance Company con OCD Love ed Emio Greco in Passione.

olga-kuraevaDalle città con offerte diversificate passiamo ad una regione, la Fondazione Piemonte dal Vivo, capace di decentrare davvero un articolato programma di residenze, spettacoli e convegni nel nome di Tersicore. Scendendo lungo la dorsale tirrenica scorgiamo la vivace Genova ed il Festival Internazionale Genova Outsider Dancer con serate dedicate al tango e ad ospiti quali Aterballetto, Svetlana Zakharova, l’Opus Ballet ed Artemis Danza con risultati in verità altalenanti. Ancor più a sud ci arrampichiamo sui trecentosessantacinque metri sul livello del mare di Ravello, abbastanza in alto da rabbrividire al cospetto delle foto d’amarcord della grande danza delle sessantatre edizioni scorse del Ravello Festival. Da quest’anno Laura Valente è co-direttrice artistica della manifestazione, con l’obiettivo di condurre la danza sul piedistallo che le spetta.

Ed in termini artistici il Ravello Festival del 2016 propone Karole Armitage, la Compagnia Balletto Civile in Killing Desdemona e Before Break, liberamente ispirato a La Tempesta di William Shakespeare, l’ex direttore della Biennale Danza di Venezia Virgilio Sieni, Dimitris Papaioannou, Cubania en el Ballet, Emanuel Gat ed il progetto speciale Abballamm’!, diretto da Gennaro Cimmino, nell’intento di abbracciare la danza e la napoletanità in un unico corpus. Alla stregua del tema dell’inclusione scelto dal Bolzano Festival 2016, dall’altro capo della penisola, intenti ad indagare il tema dell’identità a partire dal fenomeno della migrazione, una costante dei nostri giorni. Il cartellone propone più di venti spettacoli, di cui nove prime rappresentazioni italiane, ed una prima assoluta tra creazioni per il palcoscenico, spettacoli all’aperto e performance site specific.

A soli ottantadue chilometri da Bolzano scendiamo verso Rovereto ed il suo OrienteOccidente Dance Festival con Emio Greco, evidentemente il coreografo giusto per tutte le latitudini e le longitudini coreutiche, e rappresentanti provenienti da Sud Africa, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Spagna, Belgio e dall’Italia di Roberto Zappalà e Luca Veggetti. Un tourbillon di alcuni tra titoli, date, location, nomi e cognomi dei protagonisti della danza di questa estate italiana. Una scorribanda spesso impasticciata che rappresenta la mera realtà della danza in Italia, con pochi soldi, pochissime idee ma con un pubblico che ha tanta e tanta voglia di risalire la china e sul piedistallo da cui si è precipitati da un pezzo.

Massimiliano Craus