959c9bef-4a34-41bf-ad62-22a354fd7adaLe grandi maison di moda celebrano i compleanni importanti nei musei. È la volta dei 70 anni di Dior raccontati attraverso le collezioni, l’arte e la fotografia negli spazi del Musée des Arts Décoratifs di Parigi fino al 7 gennaio per la più grande retrospettiva mai dedicata alla griffe e firmata dai curatori Florence Müller e Olivier Gabet. Trecento metri quadrati si trasformano nei luoghi-simbolo del grande couturier Christian Dior – da galleria d’arte ad atelier, dalla strada al boudoir al giardino delle meraviglie – in cui vengono espostitrecento abiti haute couture (alcuni esposti per la prima volta) realizzati dal 1947 a oggi dalla storica maison per raccontare la storia di una tradizione che ha contribuito all’affermazione della Francia come il paese dell’eccellenza sartoriale e che ha sancito la fama di monsieur Dior, l’uomo che ebbe il coraggio di ricominciare ad osare dopo gli anni di guerra e di restrizioni. Scorrono quindi i ricordi di una Parigi che risorge anche grazie agli eccentrici volumi, le gonne a corolla, l’uso teatrale dei tessuti e la dedizione verso i gioielli. E anche gli abiti indossati da celebri clienti tra cui la Principessa Grace di Monaco, la Principessa Diana, Charlize Theron, Jennifer Lawrence.

Dior iniziò come curatore di una galleria d’arte e questo background non ha solo influenzato tutto il suo lavoro facendo sì che in ogni abito si mescolassero dettagli legati alla pittura e alla scultura, alle carte da parati e alle chinoiserie, ma ha anche nutrito una passione che lo ha portato a collezionare antichità e opere moderne per tutta la vita.

Dior   Dior

I 70 anni scorrono dunque cronologicamente partendo dal lontano 1947 e dopo una prima parte, suddivisa in vari temi e ambientati in diversi contesti secondo la volontà della scenografa Nathalie Crinière, prosegue nella grande navata del museo, per la prima volta nella storia eccezionalmente unita alla consueta area dedicata alla moda. Hanno inoltre contribuito alla storia della maison i vari direttori creativi che si sono succeduti dopo la morte di Dior avvenuta nel 1957: Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons fino all’attuale creative director Mariagrazia Chiuri, prima donna chiamata alla guida della maison. Non solo un percorso tra abiti, dipinti, mobili, sculture e oggetti d’arte, ma l’immersione in un mondo capace di raccontare emozioni, ispirazioni, storie antiche e contemporanee allo stesso tempo che inseguono (e raggiungono) la Bellezza. Quella che dostojeskamente salva.

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Anna Marchitelli