Il 15 gennaio scadono i termini per le iscrizioni al meeting “Livorno in Danza” in scena al Teatro Goldoni.

E’ partito ufficialmente in countdown dell’ottava edizione del “Livorno in Danza”, uno dei meeting più attesi dal popolo mondiale della danza. Un festival che si arricchisce sempre di più nel cammino che porta a tagliare e superare abbondantemente il numero dei mille giovani talenti a calcare il palcoscenico del Teatro Goldoni di Livorno. Una location avveniristica con un tetto trasparente almeno quanto la commissione chiamata a dirigere i lavori sotto l’egida della direzione artistica di Gaia Lemmi. E dunque non ci aspetta che rimandare tutti alle prossime date dal 9 al 12 febbraio per un lounge week end di grande danza con nomi di primissimo piano ed opportunità professionali per i giovani promettenti.

Livorno in danza   Livorno in danza

Entro il 15 gennaio conviene iscriversi per far parte del nostro mondo anche quest’anno – invita a raccolta i suoi giovani da tutto il mondo Gaia Lemmi – con l’occasione di mettersi in bella mostra al cospetto dei direttori delle maggiori compagnie. Al “Livorno in Danza” lavoriamo proprio per questo, con la consapevolezza di fornire gli strumenti più adatti alle centinaia di ragazze e ragazzi accorsi ogni anno a Livorno. Senza dimenticare i palcoscenici a disposizione dei migliori talenti inviati al Peridance Center di New York, all’Accademia di Basilea in Svizzera, al Balletto Reale delle Fiandre in Belgio, al DAF di Roma, alla Delattre Ballet Company di Mainz in Germania, alla Henny Jurriens Foundation di Amsterdam, al Raça Centro de Arte di San Paolo in Brasile ed in altri ancora che arricchiranno oltremodo il nostro festival.

Del resto basta spulciare il sito www.livornoindanza.info per scoprire la ricchissima storia e le novità di quest’attesissima ottava edizione. Con un novero di personaggi davvero ambizioso per Gaia Lemmi, la direttrice artistica che da Livorno ama salpare per il resto del mondo. Le presenze più significative e con una certa continuità sono infatti le scuole brasiliane, spagnole, greche, russe e maltesi, ma non ci si deve dimenticare di gruppi provenienti da Messico, U.S.A., Bielorussia, Giappone, Romania, Danimarca, Olanda, Francia, Ucraina, Svizzera, Austria e Germania ad ennesima dimostrazione del ventaglio davvero internazionale del “Livorno in Danza” con il suo migliaio di promesse della danza a competere per il definitivo salto di qualità.

-Dir. Art. Gaia Lemmi 1Salto di qualità peraltro certificato da una commissione eterogenea guidata naturalmente da Gaia Lemmi. Con l’israeliano Igal Perry, direttore del Peridance Center New York; l’ungherese Tamas Moricz, co-direttore del Balletto Reale delle Fiandre; il francese Stephen Delattre, direttore del Delattre Ballet Company; il britannico Julie Wherlock, direttrice del Ballettschule di Basilea; la statunitense Maurice Causey, già nome di spicco del Forsythe Frankfurt Ballet e NDT, nonché il direttore del DAF e Spellbound Mauro Astolfi. Sulla falsariga di quanto fatto già nelle scorse sette edizioni nelle corde di un “Livorno in Dianza” sempre più credibile ed attendibile nel fumoso mondo della danza. A cominciare dai volti noti di Virginie Mecene (direttrice Martha Graham Center New York), Constança Couto (Conservatorio Nacional di Lisbona), Teresa Kelsey (Trinity Laban di Londra), Stéphane Fournial (Scuola di ballo Teatro San Carlo di Napoli), Biagio Tambone (già Teatro alla Scala di Milano), Pompea Santoro (Ekodance Project Torino), Anna Maria Prina (già direttrice dell’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano), Savina Marasi (Henny Jurriens di Amsterdam) e molti altri a cui si affideranno nuovamente in futuro le sorti dei baldi giovani di Gaia Lemmi.

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Il concorso del 10 e dell’11 febbraio sarà dunque anche l’apripista all’evento dell’evento di lunedì 12 febbraio, occasione imperdibile con le audizioni per danzatori a partire dai dodici anni di età per accedere a percorsi formativi intensivi presso il Peridance Center di New York, il DAF di Roma o la Ballettschukle di Basilea. Affinché la vetrina del nostro “Livorno in Danza” sia davvero redditizia – si congeda Gaia Lemmi – abbiamo pensato a tre accademie internazionali per la valorizzazione dei migliori talenti di quest’ottava edizione. Desideriamo davvero un futuro radioso per i giovani che ci affidano il loro talento e come potremmo farlo se non con le collaborazioni internazionali proposte quest’anno?

Massimiliano Craus