FournialLa Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli torna a calcare il palcoscenico nel nuovo anno accademico, il terzo sotto la direzione di Stéphane fournial, con un piglio sempre più ambizioso e dalle aspirazioni internazionali. Sin dal primo giorno del suo mandato triennale, il francese aveva manifestato l’idea e la progettualità sul lungo e lunghissimo tempo e, dunque, ben al di là del proprio nome e della propria esperienza a Via San Carlo.

Ed in questa nuova occasione non si è fatto scappare l’opportunità di far parecchio parlare di sé e della sua creatura. Sempre più sua a quanto pare, soprattutto per il solco didattico ed artistico che ha impresso e che sta imprimendo ai suoi duecentodiciotto allievi provenienti da ogni dove. Del resto il direttore non ha lesinato energie per riuscirci, anche e soprattutto per cambiare rotta drasticamente rispetto alle voci di un palpabile degrado in cui stava precipitando la blasonato scuola sancarliana. Intanto con i numeri. Davvero impressionanti se si pensa agli attuali duecento e passa iscritti rispetto ai trecento presi di mira per il prossimo anno accademico. Numeri da capogiro per un’istituzione scolastica con quattro sale ed altrettanti insegnanti a regime.

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Ma chi meglio del direttore può introdurci nei meandri del terzo piano del Massimo partenopeo, ovvero nei corridoi e nelle sale della prima Scuola di Ballo in Italia e la più antica in Europa. Un blasone che inorgoglisce alla sola idea di esserci, proprio come aveva dichiarato a caldo il direttore ormai due anni e mezzo fa, quando fu scelto tra tanti a dirigere la scuola nell’impegnativo dopo-Razzi. Allora come oggi sento addosso il fardello di una simile istituzione – ammette Stéphane Fournial – e con immutato orgoglio procedo diritto per la mia strada. Pur sapendo di avere gli occhi inevitabilmente puntati sul nostro lavoro. Ma proprio per queste ragioni ho deciso di rinnovare il corpo-docenti per riuscire nel mio intento nel minor tempo possibile. Precisando che i numeri non sono tutto. Puntiamo alla qualità a tutti i costi, lavorando sodo nel repertorio, nella tecnica maschile e sulle punte ogni giorno dell’intero anno a disposizione. Come nelle grandi accademie internazionali a cui guardiamo come modello di riferimento.

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E l’ultima duplice rappresentazione di “Al di là di un sogno” ha proprio voluto significare questo. Un sogno che si sussegue ai tanti dei ragazzi e delle ragazze della scuola e del loro direttore. Un sogno comune al di là del quale si viaggia tutti all’unisono! A cominciare dall’ultimo spettacolo in scena nell’Autunno Danza 2017 con sold out ed applausi scroscianti ad incoraggiare i piccoli ed i grandi allievi della scuola. Fryderyk Chopin con “Études”, seguito da “Le Conservatoire”, una rivisitazione da August Bournonville sulle musiche di Holger Simon Paulli. Per passare allo spartito di Georg Friedrich Händel e l’Andante espressivo di “Et Folkesagn” sulle musiche di Johan Peter Emilius Hartmann e Niels Wilhelm Gade. Fino a Johann Sebastian Bach con il Concerto vivace in re minore per due violini. Tutto a cornice dei brani tratti da “La Bayadere” di Marius Petipa e Ludwig Minkus, “Rapsodia” di Sergej Rachmaninov ed il secondo atto de “Il lago dei cigni” graffato naturalmente ancora da Marius Petipa e Piotr Ilich Ciaikovskij. Ed il gran finale Andante con moto ancora del compositore russo amatissimo da Stéphane Fournial, stakanovista della sua scuola.

Massimiliano Craus