Ricardo-Nunez-335x458La danza si sa, sconfina in ogni dove, fin dentro l’Anfiteatro romano di Avella del I secolo a.C. E stavolta lo fa sotto l’egida dell’ex ballerino del Teatro di San Carlo Francesco Imperatore e Rosa Varriale, in una location storica che vuole scrivere ancora una volta la storia della danza sotto l’egida della Fondazione Avella Città d’Arte. Qui, in questo posto sempre più magico, a chiusura de “L’Abella Danza” si vuole ricordare il grande maestro cubano Ricardo Nunez, volto assai noto e soprattutto caro al mondo della danza per la sua sentita generosità artistica ed umana, scomparso ormai tre anni fa.

Ricardo Nunez diventa dunque l’anima onnipresente di questa terza edizione e, soprattutto, l’anello di congiunzione tra il suo glorioso passato ed il futuro radioso delle nuove generazioni. Il suo ricordo, del resto, è nell’affettuosa e viva memoria delle sue coreografie e delle collaborazioni degli artisti che saranno premiati il prossimo 13 luglio nella serata di gala a lui dedicata. Sfileranno i direttori Roberto Fascilla, Giuseppe Picone e Luciano Cannito per poi passare agli artisti della scena quali Patrizia Manieri, ripetitrice del repertorio di Ricardo Nunez, Alessandro Staiano, Claudia D’Antonio, Salvatore Manzo, Michele Merola, Paola Sorressa, Pietro Gagliardi, Umberto De Luca, Giovanna Spalice, Alessandra Veronetti, Anna Chiara Amirante, Gianluca Nunziata e Carlo De Martino. E poi ancora la giornalista Francesca Bernabini, lo scrittore Emanuele Burrafato, il pianista e compositore Oderigi Lusi, la Radio Danza di Giacomo Molinari e la responsabile marketing editoriale e di new business del Corriere del Mezzogiorno Laura Valente. Qui il ruolo della Valente diventa ancor più significativo se si pensa alla versatilità della sua presenza in quanto direttrice artistica della danza, formazione, tendenze e nuovi linguaggi del Ravello Festival, peraltro inaugurato proprio sabato scorso, nonché del Premio Positano e del Coreografo Elettronico.

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Occasione imperdibile, dunque, per ricordare l’estro coreografico ed umano di Ricardo Nunez attraverso le opere dei tanti premiati di questa terza edizione, con le performance dei danzatori ancora in attività e la ripresa del titolo del coreografo cubano “A sei”, ripreso per l’occasione dalla coreografa ed insegnante Mara Fusco con altrettanti giovani danzatori delle scuole di danza della Campania. Un programma davvero ricchissimo, dunque, con una carrellata di ricordi, emozioni, nomi e cognomi degni della danza e del balletto che conta e, soprattutto, che ha particolarmente contato per il compianto maestro. Menzione speciale al Convegno internazionale di Studi “Danza e Ballo a Napoli: Un dialogo con l’Europa(1806-1861)” che avrà luogo a Napoli dal dal 9 all’11 novembre. Il progetto scientifico è organizzato e promosso da Airdanza  (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza) e dal Centro di Musica antica Fondazione Pietà de’ Turchini di Napoli, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Napoli (che inaugurerà una mostra documengaria sulla Scuola di Ballo del San Carlo dalla fondazione al 1861), il Teatro di San Carlo – Memus, l’Università Suor Orsola Benincasa e la Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III. Ma ricordiamolo Ricardo Nunez, un maestro amato per il suo carisma e la sua profondità fuori e dentro la sala. Nato nel 1945 a Cuba, si dedica alla coreografia in Francia, a Paris-Bagnole, e poi in Germania.

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Nel 1966 partecipa alla fortunatissima tournée del Balletto Nazionale di Cuba di Alicia Alonso ed al Festival Internazionale della Danza a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées. Già primo ballerino al Théâtre Français e del Ballet Felix Blaska, nel 1994 riceve a Venezia il premio della critica per la migliore produzione di danza con “Il lago dei cigni”, il suo cavallo di battaglia di una vita. Nel 1970 danza assieme a Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn ne “La Bella addormentata” al Teatro dell’Opéra di Marsiglia. Nel 1979 è maestro e coreografo del Teatro Massimo di Palermo e dieci anni più tardi diventa coreografo del Balletto di Montecarlo. Lo ricordiamo infine al Teatro di San Carlo di Napoli con la sua versione de “Il lago dei cigni” prima di “Due pezzi per piano e violino”, su musiche di Bedrich Smetana, le danze di “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, “Yerma”, liberamente ispirato al dramma di Federico García Lorca su musiche di George Crumb, “B come Bach” e infine “Giselle” nel 1998.

Massimiliano Craus